Un ponte sul passato

workshop e mostra del 2008

Ponte Parodi: un ponte del porto di Genova che presto sarà quasi completamente demolito e rinnovato. Nel corso di fotografia tenuto da Federica De Angeli e Sandro Ariu abbiamo fatto un lavoro di reportage sullo stato attuale. Abbiamo conosciuto la gente che attualmente lavora su qui, la storia di Ponte Parodi raccontata dalla bocca di chi l'ha vissuto. Un ponte nato verso la metà del XIX secolo, e fino a qualche anno fa destinato all'ormeggio delle navi "portarinfuse" che qui scaricavano grano ed altri cereali provenienti da mezzo mondo e che oggi in parte è ancora vivo grazie  alla presenza dei Rimorchiatori Riuniti e di alcuni cantieri di riparazioni navali; per il resto Ponte Parodi è stato degradato ad area di parcheggio e magazzinaggio di materiali in disuso ed ormai dimessi. Del passaggio di quelle "bulkcarrier" e degli uomini che le scaricavano  non rimane più alcun segno che ne racconti la storia e le fatiche lì patite. Ormai, come ci ha racconto il barista dell’omonimo bar, sono passati più di 20 anni da quando hanno iniziato a circolare le voci della sua demolizione ma Ponte Parodi è sopravvissuto fino ai nostri giorni. Tutta questa zona ora è diventata oggetto di un ambizioso progetto di restyling che la renderà di nuovo parte vitale della città. Ci ricorderemo del suo passato grazie al mantenimento del fronte a mare del Silos granaio che verrà mantenuta ed adibita a museo e grazie al piccolo contributo che daremo alla memoria attraverso le nostre fotografie.

La nostra esperienza fotografica è stata indubbiamente molto interessante: "In un luogo all'apparenza desolato, accompagnati dal fruscio incessante della vicina sopraelevata che va a confondersi con lo sciabordio del mare, incontriamo operai solitari, stanno lavorando su grossi pilastri di cemento che arrivano dal mare, li riempiono di materiale fino a zavorrarli : saranno il terreno dove in futuro cammineremo . Sono schivi, non amano farsi fotografare, qualche parola, giusto il tempo di una sigaretta e poi tornano al lavoro, forse, senza  sapere con esattezza a quale progetto stanno contribuendo"

“Com’ è difficile, ma nello stesso tempo entusiasmante, cercare di fissare in uno “scatto” un edificio, una prospettiva,un mondo che raccontino sì la realtà odierna ma che nello stesso tempo riescano a trasmettere a chi guarderà la foto l’emozione della storia vissuta.

pesce
La collina dei containers
pesce

workshop e mostra del 2007

Reportages realizzato al deposito dei container , sulla collina degli Erzelli di Genova.
L’idea, come ormai è consuetudine nei nostri lavori, nasce dal tempo che trascorre, che cambia e che trasforma. Fermare un luogo che presto non sarà più lo stesso. Questo è il reportage che abbiamo voluto “affrontare” insieme agli allievi del nostro corso di fotografia:.il bisogno di fissare uno scatto nella nostra memoria.

Container...letteralmente “contenitore”. Un’enorme scatolone di metallo, freddo e vuoto,senz’anima. Tanti. Tantissimi. Questo c’è, o meglio c’era, sulla collina di Erzelli.
Una collina mozzata per fare spazio a questi scatoloni variopinti, disposti in pile ordinate e vertiginose, a formare l' intreccio di vicoli, piazze e viali di una città fantasma. Una città in continuo divenire, frenetica durante la settimana e immobile nel weekend
Una collina che cambierà,diventerà parte  viva  della città. E forse chi salirà per  quella  strada che le si arrampica ripida sul fianco una volta in cima pensarà che, tutto sommato, la vista che si gode da lassu è sprecata per quei “viaggiatori”  di certo  instancabili  ma  altrettanto certamente insensibili a quei tramonti che solo Genova regala.

Bullezumme

workshop e mostra del 2004

Un lavoro “affrontato” insieme agli allievi del corso di fotografia 2004.
Reportage realizzato al mercato del pesce di Genova.
Il racconto di un’altra “notte di lavoro”.
"Dedicato a quelli che di notte non dormono”
"Dedicato al ricordo dei luoghi che forse andranno perduti”

A-o mecou

workshop e mostra del 2003

Reportages realizzato al mercato ortofrutticolo di Genova.
L’idea nasce dal tempo che inesorabilmente trascorre…..e nel voler fermare un’intera notte di lavoro in un luogo che presto non sarà più lo stesso.
Questo è il reportage che abbiamo voluto “affrontare” insieme agli allievi del nostro corso di fotografia: una piccola testimonianza di affetto alla nostra città….il bisogno di fissare con uno scatto nella nostra memoria per renderli eterni.

Un’idea di Fiumara

workshop e mostra del 2003

Reportages realizzato al Centro commeciale La Fiumara, Genova.
Abbiamo provato a raccontare il centro commerciale “Fiumara”, attraverso delle immagini.
Abbiamo raccontato qualcosa di noi, attraverso delle fotografie.
Labortorio di fotografia condotto su due classi differenti, sia per l’età che per il tipo di scuola ma nella stessa città.
Entrambe le scuole con all’interno delle classi allievi con handicap.
L’osservazione del particolare all’interno di un contesto;
Il trasferire l’immagine tridimensionale in un aspetto bidimensionale;

Concentrazione e criticità.

La cattura dell'acqua

workshop e mostra del 2007

Reportages realizzato al mare, tra Boccadasse e Vernazzola, Genova.
Labortorio di fotografia condotto su due classi differenti, sia per l’età che per il tipo di scuola ma nella stessa città.
Il laboratorio è stato svolto su un piano puramente estetico (non abbiamo volutamente lanciato nessun messaggio legato allo sfruttamento economico-sociale, per quanto di grande attualità, ma abbiamo lasciato che l’acqua si mostrasse attraverso le immagini e le emozioni).
Abbiamo guardato l’acqua nelle sue forme essenziali, nel suo manifestarsi, nella forza espressa dal movimento: onde del mare, spruzzi, fontane, parabole di una stupefacente giostra imprevedibile .

AQUA

workshop e mostra del 2004

Reportages realizzato al mare, tra Boccadasse e Vernazzola, Genova.
Labortorio di fotografia condotto con la 5 classe sezione C della scuola elementare Daneo. Comunicare l’Acqua per immagini…questa è stata la nostra scommessa!.
I bambini hanno dimostrato interesse, sensibilità e capacità di osservazione tali, che impartire loro delle nozioni tecniche di base della fotografia è stato come “bere un bicchiere d’Acqua!”